Si fa presto a dire Green

Ebbene si, mi sono ricandidato. Dopo Grugliasco questa volta Torino, città in cui mi sono trasferito da ormai più di 2 anni, ma che ho sempre vissuto essendo cresciuto nella sua periferia. Una città meravigliosa, piena di fascino e con un incredibile potenziale (spesso mal sfruttato ed inespresso). Chi vorrà potrà votarmi sia per il Consiglio Comunale, sia per le Circoscrizioni 1 e 3. La lista in cui ho deciso di candidarmi è coerente con l’esperienza precedente: Europa Verde, un progetto giovane ed ambizioso.

Quando si sente “Verdi” si pensa subito a parole come “Ecologia” o “Animalismo”. Ideologie sacrosante che fanno sicuramente parte del nostro progetto. Ma Europa Verde è molto di più. Siamo giovani che vogliono una città viva e con un futuro meno ingrigito dai fumi dell’inquinamento. Siamo liberi professionisti, genitori e lavoratori dipendenti: persone d’esperienza, anche politica, da anni intrecciate nel tessuto socio-economico della città e che bene conoscono quali siano i problemi e che sperano di poter trovare una soluzione. Cose concrete, come le mie idee che trovate elencate qui sotto. Perché al di là degli slogan, delle ideologie e delle belle parole (spesso abusate, soprattutto in politica), ci vogliono proposte e persone oneste in grado di applicarle. Perché si fa presto a dire Green… ma poi chi lo è davvero?

  • Città viva – basta con la guerra alla movida. Va direzionata in nuovi spazi: riapertura dei Murazzi e dei locali come quelli nel Valentino (Covid permettendo); eventi in grado di attirare turismo locale e non (come gli ATP e l’Eurovision).
  • Mobilità – città a misura d’uomo senza penalizzare le auto si può: come? incentivando aziende e scuole nell’organizzare macchinate comuni, pedonalizzando aree residenziali e commerciali, investendo nella GTT (prolungamento metro Linea 1 e nuova Linea 2 in primis).
  • Più verde per tutti – green è chi in uno spartitraffico in cemento vede un’aiuola con degli alberi. Si censiscano le costruzioni abbandonate, ristrutturandole o trasformandole in parchi, prima di concedere nuovi permessi edili.
  • La bellezza salverà Torino – cultura e turismo devono essere per la città quello che la FIAT è stata in passato. Musei, mostre, concerti nuovo propulsore economico. Incentivi per avvicinare i giovani al teatro.
  • Diritto e libertà – Torino è da sempre in prima linea quando si tratta di inclusione: non ci può essere spazio per il preoccupante avanzamento di omofobia e razzismo. Carcerati e detentori del Reddito di Cittadinanza possono essere un costo, oppure un’opportunità (con i giusti progetti della Città Metropolitana). Lancio una provocazione: dopo essere stati i primi a registrare figli di coppie omogenitoriali, i primi nell’utilizzare la tecnologia 5G, perché non esserlo nella sperimentazione di una città con cannabis legalizzata?

Votare serve, per questo vi propongo di farlo e di dare una possibilità a chi pensa che la politica è servizio alla comunità e vuole provare a metterlo in pratica.

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